La formazione in azienda può costare zero. Non è uno slogan: in Italia esistono più strumenti pubblici e paritetici che permettono di finanziare percorsi formativi — spesso in modo integrale. Il problema non è l’accesso, ma la conoscenza. La maggior parte delle aziende non li usa semplicemente perché non sa che esistono, o che ha già risorse accumulate da anni.
Fondi interprofessionali: risorse già disponibili (e spesso dimenticate)
La maggior parte delle aziende aderisce già a un fondo interprofessionale — Fondimpresa, Fondirigenti, For.Te., Fon.Coop, Fondo Formazione PMI, Fondartigiani, Fon.Ter, Fondosicurezza, tra gli altri. Ogni anno accumula risorse attraverso lo 0,30% del monte salari versato all’INPS.
Risorse che, nella maggior parte dei casi, restano inutilizzate.
FSE+ e fondi regionali: opportunità periodiche per le PMI
Le Regioni gestiscono avvisi pubblici a valere sul Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), che finanzia percorsi formativi per lavoratori dipendenti. L’accessibilità varia per territorio e finestra temporale, ma rappresenta un canale concreto — soprattutto per le PMI con plafond interprofessionale insufficiente.
Credito d’imposta Formazione 4.0
Le aziende rientranti nei parametri del Piano Nazionale Industria 4.0 possono accedere a un credito d’imposta sulle spese di formazione del personale, con aliquote differenziate per dimensione aziendale.
PNRR — Missione 5: formazione, sicurezza e inclusione
Alcune linee del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza includono misure per la formazione in ambito sicurezza e inclusione lavorativa. L’accesso dipende dagli avvisi attivi a livello nazionale e regionale.
Da dove si parte?
Basta sapere a quale fondo aderisce la tua azienda e verificare la disponibilità del plafond. Se non lo sai, si verifica in pochi minuti tramite il portale INPS o attraverso il consulente del lavoro.
