Il tuo team fa le domande giuste.
Ma sa cosa guardare mentre
il candidato risponde?

Formazione BEI e behavioral analysis per team di selezione e manager.
Perché valutare bene non è questione di istinto: è questione di metodo.

Il problema

L’AI ha già cambiato il recruiting. Screening automatizzato, analisi dei CV, prima scrematura dei profili: strumenti utili, che liberano tempo e riducono il lavoro ripetitivo.

Ma poi il candidato entra in stanza.

E lì — senza un metodo — il colloquio diventa una conversazione. Si raccolgono impressioni, si decide per istinto. Il problema è che l’istinto sbaglia. E nel recruiting sbagliare ha un costo reale: economico, organizzativo, umano.

Un candidato preparato sa esattamente cosa vuoi sentire. Sa costruire una risposta convincente, mantenere coerenza, gestire le domande difficili. Se chi valuta non sa dove guardare oltre le parole, la performance del candidato vince sul candidato reale.

Cosa cambia dopo

La Behavioral Analysis sposta il punto di osservazione. Non si valuta solo cosa dice un candidato — ma come lo dice, quando cambia registro, dove emergono incongruenze tra parole e comportamento.

Al termine del percorso formativo, il tuo team sarà in grado di:

Distinguere il comportamento reale da quello performato Già nei primi minuti del colloquio, prima ancora che il candidato entri in modalità “risposta preparata”.

Smettere di farsi vendere le risposte giuste Il metodo BEI costruisce una sequenza di domande che genera dati osservabili, non narrazioni a tesi. Il candidato può prepararsi. I comportamenti molto meno.

Sapere quando il profilo e la persona non coincidono Leggere i segnali verbali, paraverbali e non verbali in modo integrato — e riconoscere le incongruenze prima di fare un’offerta.

Il risultato: valutazioni più accurate, meno bias, più sicurezza anche con i profili più complessi.

Come funziona

Ogni percorso viene costruito sulle esigenze specifiche del team — non esiste un formato standard, perché i problemi non sono standard.

1. Call conoscitiva 30 minuti per capire dove si è, dove si vuole arrivare e se ha senso lavorare insieme. Nessun preventivo automatico.

2. Progettazione del percorso Definizione di struttura, contenuti e modalità: workshop dal vivo, sessioni multiple, formazione one-to-one. Dimensione del gruppo, settore, livello di esperienza e obiettivi entrano tutti nella progettazione.

3. Formazione e follow-up Il percorso non finisce con l’ultima sessione. L’applicazione pratica è parte del metodo.

Perchè Funziona

Ho condotto oltre 2.100 ore di interviste in meno di due anni, su persone provenienti da più di 20 paesi. Profili lineari e profili che non volevano farsi leggere. Ruoli operativi e posizioni apicali. Contesti ad alta posta in gioco in cui sbagliare non era un’opzione.

La formazione in psicologia clinica, la certificazione FACS (Paul Ekman Group), la Statement Analysis, la specializzazione BEI con Il Sole 24 Ore Business School, la metodologia Wicklander-Zulawski: non sono voci di un curriculum. Sono strumenti che uso ogni settimana — e che posso insegnare a chi seleziona.

Il metodo è trasferibile. Il tuo team può impararlo.

I tre pilastri

Domande Tattiche

Strutturare ogni colloquio con una sequenza che genera dati, non impressioni.

Perché la maggior parte delle domande aperte produce solo risposte preparate — e il candidato lo sa.

Lettura dei Segnali

Riconoscere incongruenze tra verbale, paraverbale e non verbale.

Perché quello che non viene detto — o viene detto fuori tempo — dice spesso più del contenuto.

Oltre il Copione

Smettere di valutare la performance del candidato e incontrare la persona reale.

Perché chi seleziona con metodo non si fa vendere una storia. Verifica.

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Selezionare meglio si impara. Si parte da una conversazione.

Analizziamo le esigenze del tuo team e vediamo se ha senso lavorare insieme.

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