Blog

Tatuaggi: cosa possiamo (e non possiamo) leggere dalla posizione e dal soggetto

Un tatuaggio non è mai solo un’immagine. È una scelta che riguarda cosa rappresentare, ma anche dove farlo comparire sul corpo — e queste due decisioni, insieme, compongono un vero e proprio sistema di comunicazione. La letteratura sul tema lo descrive proprio così: un linguaggio semiotico attraverso cui chi porta il tatuaggio segnala identità, appartenenza a un gruppo ed eventi significativi della propria vita a chi osserva. Tra i soggetti più diffusi, le immagini animali occupano un posto particolare, perché veicolano tratti desiderabili, legami interspecie e connessioni memoriali, risultando uno dei temi più scelti in assoluto.

In questo articolo proviamo a mettere ordine tra ciò che la ricerca ha effettivamente osservato su posizione e soggetto del tatuaggio, con un affondo specifico sui tatuaggi a tema animale.

Cosa comunica la posizione sul corpo

La collocazione di un tatuaggio non è quasi mai casuale: riflette un’intenzione precisa di chi lo sceglie. La zona del corpo su cui viene applicato determina chi può vederlo e in quale momento il tema può entrare in una conversazione, permettendo così a chi lo indossa di gestire attivamente la propria visibilità e di orientare il discorso sociale attorno al tatuaggio.

Le collocazioni meno visibili, in questo senso, segnalano spesso un desiderio di divulgazione selettiva: creano uno spazio interiore di significato personale, condiviso solo con le persone scelte.

C’è anche un effetto di soglia legato all’estensione della copertura corporea: una copertura più ampia rafforza il legame tra le motivazioni legate all’unicità personale e l’identità del sé, così come tra le motivazioni spirituali e l’identità del sé. In altre parole, motivo, stile e posizione concorrono insieme a costruire identità complesse e offrono indizi sulla storia, i valori e le convinzioni di una persona — mentre dimensione e visibilità del disegno influenzano anche le reazioni sociali che il tatuaggio riceve, in termini di stigma o apprezzamento.

Dimensione della posizione Informazione inferibile
Controllo della visibilità Gestione intenzionale di chi vede il tatuaggio e quando se ne parla
Collocazione nascosta Desiderio di divulgazione selettiva e significato privato
Copertura corporea estesa Rafforza il legame tra unicità/spiritualità e identità del sé
Dimensione e visibilità Influenzano stigma o apprezzamento sociale ricevuto

Cosa comunica il soggetto scelto

Se la posizione regola chi vede e quando, il soggetto è il contenuto vero e proprio del messaggio. Nelle interviste narrative, i disegni tatuati funzionano come ancore interpretative: nomi, animali, versi e date traducono in forma visibile un’esperienza interiore. Il soggetto scelto racconta storie legate a genealogia, identità, status, traguardi raggiunti e relazioni ontologiche — incluse quelle con antenati, spiriti e animali — offrendo così una finestra sulla personalità, sulle esperienze passate, sugli interessi e sull’appartenenza sociale o politica di chi lo porta.

Alcuni motivi portano con sé un simbolismo culturalmente riconosciuto e condiviso: un leone può rimandare a coraggio o status regale, un’ancora a stabilità. Le scelte del motivo nascono spesso da un intreccio di decisioni consapevoli e motivazioni meno esplicite, e riflettono il mondo interiore di chi le compie, sostenendo un processo di autoidentificazione. In molti casi, il tatuaggio diventa un vero e proprio monumento a un evento di vita significativo, un modo per fissare simbolicamente esperienze ed emozioni.

Il caso dei tatuaggi di animali

Tra i soggetti tatuati, quelli a tema animale meritano un approfondimento a parte, perché la ricerca li descrive come un vero e proprio sistema di segni culturalmente definito, capace di comunicare idee sul sé e sulla relazione con il mondo. Chi sceglie un’immagine animale la usa per pensare a se stesso, agli altri e al proprio ambiente, incorporando gli attributi positivi di una specie ammirata per costruire senso e identità.

Le narrazioni raccolte attorno ai tatuaggi animali si organizzano attorno a tre tipi di relazione uomo-animale:

  • Appropriazione simbolica di tratti: chi porta il tatuaggio incorpora qualità ammirate di una specie — un toro per la forza, un elefante per un’identità aspirazionale.
  • Intersoggettività interspecie: il tatuaggio custodisce un’esperienza condivisa con un animale-altro.
  • Animale come intermediario: la specie rappresenta il legame con un’altra persona, un tempo o un luogo.

A questi si aggiungono funzioni più specifiche osservate nella letteratura: una funzione memoriale e di elaborazione del lutto, quando il tatuaggio commemora un animale da compagnia scomparso e ne mantiene viva la presenza attraverso una narrazione incarnata; una funzione di allineamento a un’identità collettiva, quando il motivo animale connette chi lo porta a un gruppo — come nel caso dei segni zodiacali cinesi o di affiliazioni simboliche legate a una specie condivisa; e una funzione spirituale o trascendente, quando l’animale agisce da guida interiore o segna un’esperienza profonda che collega chi lo porta a dimensioni non tangibili.

Gli stessi tatuatori riportano che gli animali scelti sono spesso legati a esperienze d’infanzia o a familiari perduti, con gli uccelli che ricorrono frequentemente in un significato memoriale specifico, ad esempio in rappresentazione di un figlio scomparso. Un singolo motivo, inoltre, può veicolare più livelli di significato contemporaneamente: un canguro può rimandare tanto a un legame con l’Australia quanto a un senso di appartenenza al flusso della natura.

Un aspetto importante, sottolineato dalla ricerca, è che il significato di un tatuaggio animale non è fisso: può evolvere nel tempo attraverso il racconto e la conversazione successivi all’applicazione, modellato sia da cambiamenti interiori sia da influenze esterne. Il tatuaggio, insomma, non smette di “parlare” una volta terminata la seduta: il suo significato continua a essere negoziato nell’interazione sociale, più che risiedere in modo stabile nell’immagine stessa.

I limiti delle inferenze

Tutto questo non autorizza però a leggere un tatuaggio come un test proiettivo affidabile o come una diagnosi a cielo aperto. Le associazioni descritte in letteratura — tra posizione e desiderio di visibilità, tra soggetto e narrativa identitaria, tra animale e funzione memoriale o spirituale — sono tendenze osservate su base narrativa e culturale, non regole univoche applicabili al singolo caso.

Lo stesso motivo può avere significati radicalmente diversi da persona a persona, e può cambiare significato nel tempo per la stessa persona, come evidenziato proprio a proposito dei tatuaggi animali. Il contesto culturale, la storia personale di chi lo porta e persino il racconto che ne viene fatto in un dato momento pesano quanto — se non più — dell’immagine in sé. Qualunque lettura “a distanza” di un tatuaggio, senza che sia la persona stessa a raccontarne il significato, resta un’ipotesi, non un’informazione verificata.

Fonti

Boussouar, N., & Farag, G. O. (2025). CULTURAL CONNOTATIONS OF TATTOOS: A THEORETICAL STUDY IN CULTURAL ANTHROPOLOGY. Metafizika Journal. https://doi.org/10.33864/2617-751x.2025.v8.i5.315-326

Buss, L., & Hodges, K. C. (2017). Marked: Tattoo as an Expression of Psyche. Psychological Perspectives, 60, 38 – 4. https://doi.org/10.1080/00332925.2017.1282251

Csekő, C., Szél, A. C., & Bodor, P. (2024). Living with and living by tattoos – discursive analysis of a bodily practice. European Journal of Psychotherapy & Counselling, 26, 391 – 410. https://doi.org/10.1080/13642537.2024.2362652

Dwivedi, K. (2024). THE PRACTICE OF TATTOOING: INSIGNIA, MEANING AND COMMUNICATION. Man in India. https://doi.org/10.47509/mii.2024.v104i01-2.04

Frankel, S., Childs, M. L., & Kim, Y.-K. (2022). Tattooed Individuals in a Community: Motivations and Identities. Deviant Behavior, 44, 620 – 635. https://doi.org/10.1080/01639625.2022.2079442

Hill, K. (2021). Animal-Themed Tattoo Narratives: Insights into Ontological Perspectives. Anthrozoös, 34, 579 – 596. https://doi.org/10.1080/08927936.2021.1914441

Hill, K. (2020). Tattoo Narratives: Insights Into Multispecies Kinship and Griefwork. Anthrozoös, 33, 709 – 726. https://doi.org/10.1080/08927936.2020.1824652

Juretić, G. T., Mančić, A., Dadić-Hero, E., Letica-Crepulja, M., & Ružić, K. (2025). The Psychopathology of Ink: Tattoos as a Window into Personality (Disorders). European Psychiatry, 68, S947 – S947. https://doi.org/10.1192/j.eurpsy.2025.1920

Krtalić, M., Campbell-Meier, J., & Solhjoo, N. (2025). Evolving stories of self: Informational transitions and tattoos. Journal of the Association for Information Science and Technology, 76, 959 – 973. https://doi.org/10.1002/asi.24985

Kumari, T., Thakur, S., & Sehrawat, J. (2025). Understanding motivational, symbolic and forensic significance of tattoo-marks. Journal of Punjab Academy of Forensic Medicine & Toxicology. https://doi.org/10.5958/0974-083x.2025.00002.4

Kuryliak, N. (2025). THEORETICAL STUDY OF THE MOTIVATIONAL COMPONENT TOWARDS TATTOOS. PHYSICAL CULTURE AND SPORT: SCIENTIFIC PERSPECTIVE. https://doi.org/10.31891/pcs.2025.4.18

Lawrence, A., Carvajal, P., Bondoc, B., & Sanchez, R. D. (2025). From Stigma to Self-Expression: Uncovering the Motivations and Symbolic Meanings of Tattoos in Modern Society. International Journal of Open-access, Interdisciplinary and New Educational Discoveries of ETCOR Educational Research Center (iJOINED ETCOR). https://doi.org/10.63498/etcor288

Mccandlish, C., & Pearson, M. (2023). Tattoos as symbols – an exploration of the relationship between tattoos and mental health. The Journal of Mental Health Training, Education and Practice. https://doi.org/10.1108/jmhtep-07-2022-0057

Nassima, T., & Nabila, B. (2025). How to Read Tattoos Semiologically? An Attempt to Understand the Types and the Communicative Purposes. Science, Education and Innovations in the Context of Modern Problems. https://doi.org/10.56334/sei/8.6.53

Naude, F., & Naudé, L. (2024). (Tat)who Am I? Tattoos as an Expression of Narrative Identity. Identity, 24, 79 – 94. https://doi.org/10.1080/15283488.2024.2310845

Pankiv-Greene, L. (2023). Are tattoos symbols of transformation?. Consciousness, Spirituality & Transpersonal Psychology. https://doi.org/10.53074/cstp.2023.42

Perera, J. (2024). Ink on the skin: Symbolic significance of ink-expressions from the perspective of Tattoo bearers. The 24th International Postgraduate Research Conference. https://doi.org/10.64920/iprc2024034

Svilicic, N. (2025). Tattoos through Dialectics. Collegium antropologicum. https://doi.org/10.5671/ca.48.1.8

Trotsuk, I., & Voronina, V. A. (2024). Tattoo as an object of sociological interest: Some functional features in the contemporary society. RUDN Journal of Sociology. https://doi.org/10.22363/2313-2272-2024-24-2-477-492

Weder, F., Burdon, J., & Kearney, C. (2023). Eco-cultural identity building through tattoos: a conversational approach. Frontiers in Communication. https://doi.org/10.3389/fcomm.2023.1197843

Indice

altro dal blog