Nel recruiting manageriale, l’errore più comune non è assumere la persona sbagliata.
È sottovalutare il costo reale dell’errore.
Quando un’assunzione fallisce a livello operativo o executive, l’impatto non si limita a qualche mese di stipendio “sprecato”. Il bad hire diventa rapidamente un fattore di rischio sistemico che coinvolge performance, persone, business continuity e reputazione.
E questo è particolarmente vero per i ruoli ad alta leva decisionale.
Quanto costa davvero un’assunzione manageriale sbagliata?
Le stime più prudenti indicano che un bad hire manageriale può costare da 3 a 4 volte lo stipendio annuo.
In contesti sensibili, il moltiplicatore può arrivare a 10–15 volte, includendo disruption organizzativa e danni indiretti.
Un esempio concreto:
- Manager con RAL intorno ai 49.000 €
- Costo complessivo del fallimento: oltre 150.000 €
E questo senza considerare gli impatti di lungo periodo.
I costi diretti: quelli visibili (ma già rilevanti)
I costi diretti sono i primi a emergere, e spesso vengono sottostimati perché “accettati” come fisiologici.
Recruiting iniziale e ripetuto
- Annunci, selezione, colloqui
- Agenzie o headhunter
👉 5.000 – 15.000 €
Stipendio e benefit non recuperabili
- Almeno 6 mesi di retribuzione
- Auto aziendale, PC, telefono, bonus, benefit
👉 decine di migliaia di euro
Formazione e onboarding
- Training
- Affiancamento
- Tempo di risorse senior
👉 2.000 – 6.000 €
Per ruoli manageriali, questi costi superano facilmente i 30.000 €, arrivando fino a 2–3 volte lo stipendio annuo quando la sostituzione è urgente.
I costi indiretti: quelli che fanno davvero male
È qui che il bad hire smette di essere un problema HR e diventa un problema di business.
Perdita di produttività
- Progetti rallentati o bloccati
- Output mancato
👉 5.000 – 40.000 €+
Impatto sul team
- Demotivazione
- Aumento del turnover
- Clima deteriorato
Non è un caso che una larga parte dei leader ammetta di ritardare troppo il licenziamento, amplificando il danno.
Perdite di business
- Decisioni errate
- Opportunità perse
- Errori strategici
👉 10.000 – 150.000 €+, soprattutto in ruoli critici
In contesti delicati, il danno diventa reputazionale e culturale, con effetti che persistono anche dopo l’uscita della persona.
Perché i manager sbagliati costano più degli altri
La seniority amplifica tutto.
Un manager:
- influenza persone
- orienta decisioni
- impatta su execution e strategia
Un executive hire fallito può arrivare a 220.000 € o più di costo complessivo, considerando:
- iniziative bloccate
- attrition del team
- perdita di focus strategico
In ambiti come cybersecurity, big data, operations, strategy, un singolo errore decisionale può generare:
- penali contrattuali
- ritardi nel go-to-market
- esposizioni legali o regolatorie
In parallelo, il tempo speso dal top management in micromanagement e gestione del danno riduce ulteriormente il valore creato.
La vera questione: prevenzione, non correzione
La domanda strategica non è se un errore di assunzione possa accadere.
La domanda è:
quanto rischio siete disposti ad accettare nei ruoli ad alta leva decisionale?
Basarsi solo su CV, colloqui e assessment standard significa gestire il recruiting come un processo amministrativo, non come una funzione di risk management.
Conclusione
Un bad hire manageriale non è un incidente isolato.
È un moltiplicatore di costo, rischio e instabilità.
Le organizzazioni più mature non si chiedono solo chi assumere, ma:
- come ridurre sistematicamente il rischio di errore
- quali segnali intercettare prima che il costo diventi irreversibile
👉 Se nei vostri processi di selezione per ruoli sensibili il rischio di mis-hire non viene misurato in modo strutturato, allora non è il candidato il problema: è il processo.
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