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Mag 15

Perchè una donna non lascia un partner violento?

Perchè una donna che vive una palese relazione abusante non lascia il partner? Confesso che me lo sono chiesto a lungo anche io, anche perchè, diciamocelo, da un punto di vista logico la questione è molto lineare: abuso => ciao ciao. Perchè quindi una donna che vive violenza non lascia il compagno?

Perchè per quanto logico, non è così semplice.

Spesso è difficile chiudere un rapporto in una situazione di normalità: c’è stato l’investimento emotivo, sogni, speranze, momenti di vita vissuti assieme, magari un matrimonio ed un figlio. Possono sopraggiungere la paura di rimanere soli, di non ritrovare più un altro partner, le pressioni esercitate dall’ambiente (“ma sei proprio sicura? E se poi te ne penti?“). Un rapporto di lunga durata cambia l’identità (la convinzione che uno ha di se stesso) della persona, che potrebbe per tanto inizialmente non riuscire ad immaginarsi in una vita che sia non di coppia.

Quando si parla invece di una relazione abusante, caratterizzata da uno squilibrio di potere – generalmente a favore di quello maschile – entrano in gioco ulteriori elementi, che si sommano a quelli sopra descritti:

  • I sentimenti della donna sono veri: un uomo abusante non lo è 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (altrimenti mica si sarebbe messa con una persona del genere!) e cambia pelle gradualmente con il tempo, rivelando la sua vera identità quando oramai la donna è caduta in trappola. I comportamenti inizialmente sono molto convincenti, da vero principe azzurro, proiettando un futuro bello ed accattivante tramite promesse e complimenti.
  • Autostima nulla: tutti i “non vali un cazzo“, “sei una buona a nulla“, “sei scema” e via dicendo costruiscono un’immagine di se stessa irrealisticamente negativa. Continuando a sentirselo ripetere da una persona che stima ed ama, finisce purtroppo per crederci, zittendo il suo intuito e credendo ad un sortilegio che la svaluta.
  • Energeticamente esausta: se vive una relazione abusante continua a sprecare energia buttandola in un buco nero insaziabile. Non ha importanza cosa faccia, o quanto ami: non sarà mai abbastanza. Ma sia ben chiaro: non dipende da lei.
  • Sentimenti contrastanti: l’intuito le dice di scappare, l’amore di restare. Questo genera un conflitto interno che rallenta l’azione.
  • Rapporti sociali assenti: la prima vittima della violenza domestica sono i rapporti sociali. Le donne che subiscono violenza vengono ridotte ad isole senza contatti con il continente.
  • Indipendenza economica assente: è tipico che il partner abusante controlli l’accesso alle risorse economiche, come il conto in banca o le carte di credito. Questo fa sì che la donna non abbia i mezzi materiali per mantenersi da sola.
  • Ignoranza dei propri diritti: è molto facile che una donna non abbia coscienza di quali siano i propri diritti e di come tutelarli legalmente.  Cosa ancora peggiore, spesso non si rende nemmeno conto di stare vivendo un’abuso.
  • Paura di non venir creduta: la società tende ancora a puntare il dito contro la donna, arrivando anche a giustificare l’uomo (“Cosa gli hai fatto perchè si comportasse in quel modo?“, “Te la sei andata a cercare!“, “Te lo sei sposato? Ora sono cavoli tuoi!“). La situazione sta cambiando ma c’è ancora tanto da fare.
  • Paura per la propria incolumità: statisticamente il momento del divorzio è quello in cui si verificano il maggior numero di femminicidi, di stalking e di aggressioni con l’acido.
  • Paura per i figli: oltre alla violenza assistita, i figli sono spesso coinvolti nel conflitto, usati contro la madre o vittime loro stesse di violenza.
  • La violenza domestica avviene purtroppo anche fra i ragazzi: se lo ha conosciuto da giovane potrebbe non aver avuto molti modelli alternativi di riferimento e potrebbe effettivamente essere stato il suo primo vero amore. In questo caso la donna si ritrova ad affrontare una situazione molto difficile anche per un adulto, per di più senza strumenti e senza esperienza del mondo. A questo proposito ti invito ad ascoltare la storia di Martina raccontata da Le Iene che puoi trovare qui.

Ricapitolando: innamorata di un uomo che l’annulla mentalmente, che l’ha svuotata energeticamente, con un’autostima sotto terra, senza più amicizie, senza la libertà economica, con la paura di non venir creduta e giudicata pazza o colpevole, sotto la minaccia di nuove violenze fisiche, con la probabilità di rimanere uccisa in caso di divorzio o magari sfregiata dall’acido, con un sistema giuridico ingolfato e rallentato dai tempi burocratici, ancora ti chiedi perchè non lo lasci?

Ecco perchè la violenza sulle donne è un problema di tutti e per affrontarlo c’è bisogno del supporto di tutta la società: queste rischiano la vita.

Ti ricordo che è attivo il numero gratuito 1522 che puoi chiamare per chiedere aiuto se subisci violenza o se pensi che qualcuno che conosci la stia subendo.

Se vedum prest,

Jacopo

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