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Mar 01

E’ davvero così imprevedibile?

A pochi giorni dalle elezioni si torna a parlare di femminicidio con la notizia sconvolgente di un Carabiniere che a Cisterna di Latina dopo aver sparato diversi colpi alla (quasi ex) moglie, si è barricato in casa con le figlie di 14 e 9 anni, finendo per ucciderle prima di togliersi la vita. Rimando a questo link per la notizia.

Contrariamente a quanto si possa credere, la violenza sulla donna è uno degli aspetti più democratici in Italia: infatti colpisce indistintamente per fattori come provenienza geografica, status sociale, lingua, religione. E professione.

In Italia ogni 3 giorni una donna viene uccisa in ambito domestico, rendendo così l’omicidio ad opera del partner la prima causa di morte per le donne in Italia.

Potrà sembrare paradossale ma l’omicidio perpetrato dal partner rimane uno dei più facilmente prevedibili, in quanto manifesta indicatori pre-incidente (o PINs in inglese) ben precisi:

  1. l’uomo ha già commesso violenza in passato;
  2. la donna prova paura a causa di lui;
  3. l’uomo controlla diversi aspetti cruciali della vita di lei: chi può vedere, chi non può vedere, quando può uscire o l’accesso alle risorse economiche;
  4. la donna ha già presentato denuncia;
  5. le Forze dell’Ordine hanno fatto visita all’uomo;
  6. è stato emanato un ordine restrittivo nei confronti dell’uomo;
  7. l’uomo ha minacciato la donna, di portarle via i figli (cosa per altro improbabile), di farle del male o in alcuni casi addirittura di morte;
  8. l’uomo commette stalking verso la donna;
  9. l’uomo possiede i mezzi per attuare le minacce: in molti casi o possiede già un arma da fuoco o se l’è procurata.

E’ importante notare come nessuno dei PINs riguardi elementi demografici: etnia, estrazione sociale, reddito, lingua parlata, professione, zona geografica per citarne alcuni.

Il momento della separazione è sicuramente il più pericoloso poichè aumenta infatti il pericolo di morte per la donna. Oltre alla convinzione di base che la donna sia di sua proprietà, un uomo che non riesce a lasciar andare è dipendente dalla relazione. In una situazione normale è la qualità della relazione ad essere importante: l’obiettivo del rapporto è una buona relazione e qualora questa non sia possibile, seppur con dolore e fatica, si pone fine alla relazione. In una situazione di dipendenza, tuttavia, in cui il partner non riesce a disintossicarsi dal rapporto, la questione cambia: una buona relazione è certamente migliore di una pessima relazione, ma una pessima relazione è migliore di nessuna relazione. Per riassumere il concetto in una frase: “mi penserai. Forse non penserai bene di me, ma mi penserai.

Chi decide di separarsi da un partner violento compie un gesto molto coraggioso e si ritrova a vivere una situazione di estrema delicatezza e fragilità, in cui non dovrebbe essere lasciata da sola: il sostegno di tutti – dalle persone che le sono più vicine a quello delle istituzioni – si rivela determinante per trovare più facilmente la forza di andare avanti.

Sebbene la situazione delle istituzioni in Italia sia migliorabile (è doveroso però sottolineare che sono stati fatti anche passi avanti in questi anni), rimane importante continuare a denunciare, per far si che episodi drammatici come questo diminuiscano. Gli stessi dati ISTAT citati in apertura comunicano anche un dato positivo: dal 2007 al 2014 è aumentato infatti il numero di donne che hanno sporto denuncia.

Ti ricordo che è attivo il numero gratuito 1522 che puoi chiamare per chiedere aiuto se subisci violenza o se pensi che qualcuno che conosci la stia subendo.

Se vedum prest,

Jacopo

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