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Feb 21

Aggressione ad un anziano a Casalguidi – analisi delle dinamiche comportamentali

In queste ultime ore sta facendo scalpore la notizia di un gruppo di ragazzi minorenni che a Casalguidi, in provincia di Pistoia, ha attaccato una persona anziana necessitante del sostegno del bastone, provocandone la caduta. Aggiunge indignazione l’aver filmato l’aggressione, il cui video, postato sui social, sta rimbalzando sulla rete. Trovi il video alla fine di questo articolo: nel caso in cui tu non l’abbia ancora visto, ti avviso che potrebbe urtare la tua sensibilità.

Pistoia anziano aggressione

Lascio l’analisi delle motivazioni a chi si occupa di professione proprio di questo ambito perchè entrare nella testa di un’altra persona è complicato, specialmente se non si è in possesso degli strumenti e soprattutto, al fine di prevenire la violenza, completamente inutile. In che modo sapere che l’avrebbero fatto perchè hanno subito violenze da piccoli, piuttosto che per noia, piuttosto che per imporsi sul territorio sarebbe stato di aiuto alla preda per evitare l’aggressione? In nessuno: il comportamento pre-incidente da mettere in atto per garantire la propria sicurezza rimane invariato a prescindere dalle motivazioni della causa (individuare le motivazioni della causa è invece importante per gli operatori in un’ottica di intervento post-incidente e di lavoro di lungo periodo).

E’ possibile invece analizzare l’accaduto secondo le quattro categorie suggerite da De Becker:

  • Giustificazione (percepita): il soggetto si sente giustificato a compiere violenza?
  • Alternative (percepite): il soggetto percepisce di non avere alternative all’utilizzo della violenza?
  • Conseguenze (percepite): il soggetto percepisce come accettabili le conseguenze dell’utilizzo della violenza?
  • Abilità (percepite): il soggetto percepisce di avere le abilità per commettere violenza?

La risposta ad ognuna di queste domande è “sì”, il che non vuol dire che non ci fossero in realtà alternative, infatti ce ne erano eccome (tanto è vero che il gruppo ha attaccato per dominanza e non per difesa)! Semplicemente il gruppo ha percepito che l’utilizzo della violenza fosse la soluzione migliore. Il fatto che l’aggressione sia stata filmata e poi postata sui social è indice del fatto che le conseguenze percepite fossero decisamente accettabili e non costituissero un deterrente all’azione: lo hanno fatto semplicemente perchè potevano e perchè percepivano che i benefici superassero gli svantaggi.

Fatta questa premessa, quali altre informazioni sono possibili estrarre dal video? Il video è di breve durata, confuso e spesso non fornisce una panoramica chiara di quanto stia accadendo, sopratutto nelle prime fasi. Tuttavia è possibile fare qualche considerazione di massima sulle dinamiche interne al gruppo.

Ritengo che il video non mostri una parte di comunicazione importante avvenuta pochi istanti prima di iniziare le riprese in cui sia stata decisa proprio l’aggressione e che la ripresa sia conseguenza di questa decisione (altrimenti, perchè riprendere dato che non vi è nulla che attragga l’attenzione?). E’ interessante notare come la prima inquadratura ritragga sia il predatore che la preda: chi riprendeva sapeva cosa sarebbe accaduto?

Il gruppo è composto apparentemente da cinque soggetti: quattro sono inquadrati, uno riprende. Nessuno tenta di nascondersi alla telecamera o protesta per la ripresa: è possibile vedere i soggetti interagire a breve distanza l’uno dall’altro, entrando in quella che in prossemica (la scienza che studia come gli esseri dividano e comunichino tramite l’ambiente circostante) viene chiama “zona intima” senza suscitare reazioni di attacco o difesa. Tutti i soggetti mostrano un comportamento di comfort quando interagiscono fra di loro chiamandosi per nome: si conoscono e sono in ottima relazione l’uno con l’altro. Sono un gruppo, o visto quanto accade, un branco.

Analizzando le dinamiche interne al gruppo, è inoltre possibile stabilire una gerarchia (seppur di massima) fra i membri. Ciò è possibile analizzando i comportamenti in termini di:

  • Mimica: l’influenza (comportamento, vestiario, parlata…) che un soggetto esercita su un altro;
  • Adorazione: la forma di sottomissione nei confronti di un soggetto con status superiore;
  • Direzione: l’orientamento fisico e spaziale di un soggetto deciso da un soggetto diverso;
  • Entourage: la presenza di almeno un soggetto influenzato necessaria per individuare un leader.

E’ possibile individuare il leader del gruppo? Un leader – come suggerisce il termine inglese “to lead“, condurre – è per definizione un soggetto che dirige altri soggetti: un leader è quindi un soggetto caratterizzato da comportamenti di dominanza, che influenza gli altri soggetti del gruppo di cui gode rispetto.

Mi sento di poter scartare sia il soggetto che riprende, sia il quarto con lo zaino sulle spalle che compare inquadrato per poco tempo: entrambi si allineano ai comportamenti degli altri membri del gruppo. E’ un comportamento da follower e non leader. Inoltre si sente una risata ad aggressione avvenuta: il suono è distinto e forte, molto probabilmente del soggetto che riprende. Mentre una voce grave è segno di dominanza, questa risata è acuta.

Rimangono gli altri tre soggetti: di questi uno è più piccolo, con pantaloni bianchi e – probabilmente – incita uno dei soggetti (“vieni, facciamo il giro, vieni Christian, corri corri“). Il video è di poco aiuto ma mettendosi il ragazzo a correre per primo e suscitando una lieve risposta nel gruppo, è probabile che la frase sia stata pronunciata da lui. Il fatto che sia vestito in modo diverso dal gruppo (mimica), di dimensioni più piccole e che i suoi comandi non influenzino il gruppo in maniera decisa (gli altri quattro soggetti per lo più camminano – direzione ed entourage) mi fa pensare che non sia lui il leader del gruppo e che la sua frase sia piuttosto un comportamento di adorazione verso il leader: probabilmente è il soggetto più giovane che cerca di apparire agli occhi di chi comanda (tra l’altro: quale vantaggio offre l’essersi spostati?).

Degli ultimi due rimasti, il soggetto che compie l’aggressione mostra svariati segnali di dominanza:

  • controlla la strada con gambe divaricate e piedi che puntano verso l’esterno: questa postura gli conferisce una figura più grossa occupando più spazio;
  • si rivolge ad un’altro soggetto del gruppo chiamandolo per nome, il quale lo aspetta;
  • stabilisce la velocità del gruppo, alla quale gli altri soggetti si allineano: il gruppo si sposta camminando e non correndo;
  • quando si muove verso la preda, cammina con passo deciso, piedi e mani leggermente aperte verso l’esterno (ad occupare più spazio) e non protegge le proprie aree vitali;
  • è decisamente orientato verso la preda (interesse);
  • infrange le zone prossemiche della preda;
  • infrange regole sociali e giuridiche;
  • colpisce apertamente, senza timore di essere visto;
  • il gruppo si orienta verso di lui;
  • il gruppo reagisce in modo positivo alle sue azioni con ilarità ed approvazione.

Come scrivevo sopra, il video è breve e confuso. Tuttavia, analizzandolo in termini di comportamenti individuali e dinamiche di gruppo, permette di costruirsi un quadro abbastanza dettagliato, da verificare poi in sede di indagine.

E tu cosa ne pensi?

Per oggi è tutto, sentiti libera di condividere l’articolo se lo trovi utile e lasciami un commento se ti fa piacere.

Se vedum prest!

Jacopo

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