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Ott 12

Che cosa indossavi? In mostra i pregiudizi.

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Nei casi di violenza sulla donna, in aggiunta all’atto in sé, chi ne è vittima si trova a doversi scontrare, proprio in un momento di estrema fragilità e bisogno, con forti pregiudizi che serpeggiano per la nostra comunità. Si ritiene, infatti, che parte, se non una grossa parte come in molti casi, della responsabilità della violenza, ricada proprio sulla vittima in sé, colpevole di aver provocato in qualche modo la libido dell’uomo, il quale, di fronte a cotanto invito, non avrebbe potuto trattenersi, ritrovandosi costretto a lasciarsi andare.

Lui non doveva… però anche lei… vestita così… se l’è andata a cercare!” è una frase tipica troppo spesso riportata, il microfono incalzante davanti alla bocca, ripetitore di un dannoso pregiudizio, da chi non vede o non vuol vedere. E così, per un perverso meccanismo di inversione, chi è vittima, chi si è visto lordare il proprio corpo ed il proprio mondo, si ritrova ad essere additato dalla comunità come primo responsabile di un’oscenità non voluta. Per com’era vestita, per il fatto di essere passata di lì in quel momento, o forse per il solo fatto di respirare.

Facendo seguito a questo pregiudizio, negli Stati Uniti è nata una mostra itinerante, che espone 18 (su 40 raccolte) storie di violenze sessuali, raccontate attraverso i vestiti che la vittima indossava al momento della violenza. “What were you wearing?” (che cosa indossavi?) è il titolo di quest’iniziativa che mette in mostra il pregiudizio, l’arroganza del dito indice puntato, quando in realtà ad essere ignorata non è altro che la propria ignoranza.

Chi si aspetta abiti succinti o lingerie provocanti resterà deluso. I veri protagonisti di questa esposizione sono magliette, jeans, abiti di bambini, pantaloni, un costume da bagno. La quotidianità più banale indossata ogni giorno dalla ragazza che si siede accanto in metropolitana, dalla donna che prende il nostro stesso ascensore. Ma anche da nostra madre, nostra sorella, nostra figlia, nostra moglie. Nulla di vistoso, capi considerati persino come anti sesso. Abiti innocenti nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Perchè lo stupro non riguarda quasi mai il sesso: lo stupro è una manifestazione di potere. Di chi lo commettere sulla persona che lo subisce.

Qui puoi trovare un articolo in cui sono riportate alcune foto dell’esposizione.

Anche per oggi è tutto, ti do appuntamento al prossimo articolo e se ti fa piacere, scrivimi cosa ne pensi.

Se vedum prest,

Jacopo

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Immagine di proprietà di Jennifer Sprague.

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