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Lug 20

Il ciclo della violenza di Walker

Leonore Walker è una psicologa americana fra i primi a studiare in maniera approfondita il fenomeno della violenza domestica. Nel 1979 ha pubblicato il suo libro più famoso, “The Battered Woman” – la donna picchiata – in cui espone un modello in quattro fasi, che descrive l’andamento ciclico della dinamica della violenza domestica.

Secondo il modello della Walker, alla base del comportamento violento da parte del partner abusante vi è la spinta a controllare l’altro.

Vediamo assieme queste quattro fasi:

  1. Immagina la camera magmatica che si trova sotto ad un vulcano: la camera, in principio vuota, lentamente comincia a riempirsi di magma e mano a mano che si accumula, nel terreno circostante si cominciano ad avvertire delle piccole scosse sismiche. E’ la fase dell’accumulo, in cui cominciano a verificarsi piccole tensioni con il partner che si protraggono anche per lunghi periodi di tensione. La violenza non si manifesta in modo esplicito ma attraverso piccoli segnali di sfogo: il partner è spesso di cattivo umore, irritabile, stressato sempre per colpe che attribuisce ad altri. La donna generalmente fa di tutto per andargli incontro, con il solo risultato che qualsiasi cosa faccia lo infastidisca.
  2. Il magma ha riempito completamente la camera, i sismografi impazziscono preannunciando un’eruzione che si verifica nel giro di poco tempo. E’ la fase della violenza vera e propria. Una violenza che si manifesta fisicamente con insulti, minacce, pugni, calci, bruciature, morsi, mentre l’uomo sembra aver perso il controllo. Per marcare maggiormente il proprio dominio, può pretendere di avere rapporti sessuali, a volte anche degradanti. La donna è pietrificata dalla paura e sotto shock ed è facile che finisca per esaudire ogni sua richiesta.
  3. Il magma ha distrutto ogni cosa, bruciando il terreno per chilometri e chilometri, ma ha anche esaurito la propria riserva distruttiva. E’ la fase delle scuse e del pentimento: l’uomo chiede scusa, a volte anche sinceramente. Promette che non capiterà più in futuro. Può essere che attribuisca la colpa al lavoro, allo stress o alla donna stessa. Generalmente mai a se stesso, minimizzando l’accaduto o addirittura arrivando a negare che sia perfino successo. In questa fase è facile che la donna, appena devastata dalla violenza, possa credergli, finendo per sentirsi in colpa o per attribuirsi la responsabilità dell’accaduto.
  4. Dopo la devastazione viene la ricostruzione. “Luna di miele” è la fase in cui l’uomo torna a comportarsi come il perfetto principe azzurro: è gentile, è premuroso, sorridente. La donna spera che il cambiamento sia vero e duraturo e questo la spinge a rimanere. In realtà l’uomo è semplicemente terrorizzato all’idea di poterla perdere.

Quando il ciclo ricomincia, si accorcia generalmente la distanza fra un episodio di violenza ed il successivo ed aumenta invece l’intensità della violenza.

Ma perchè le donne non se ne vanno? Per rispondere a questa domanda la Walker riprende il concetto di impotenza appresa di Seligman, secondo il quale quando un soggetto è esposto a situazioni spiacevoli ed incontrollabili, tenderà ad accettare la situazione passivamente, anche quando è possibile un alternativa. Secondo la Walker, una donna che viene sottoposta ad episodi forti di violenza verso i quali non ha il controllo, finirà per ritenere ogni alternativa impossibile, rimanendo bloccata nella situazione. Questo comportamento fornisce un feedback all’uomo che si sentirà autorizzato a continuare ed aumentare la violenza, non trovando opposizione dall’altra parte.

L’alternanza di momenti terribili di violenza e momenti di felicità ad opera sempre della stessa persona, producono un cortocircuito emotivo nella donna, la quale si sente disorientata ed incapace a reagire.

Il ciclo della violenza della Walker rappresenta un primo modello valido per descrivere la violenza domestica, anche se tuttavia presenta alcune imperfezioni. Innanzitutto, nell’esperienza di alcune donne la fase della luna di miele è completamente assente, ritrovandosi così sottoposte ad una continua esperienza di violenza. Inoltre questo modello si focalizza solamente sugli aspetti negativi e di impotenza, tralasciando di descrivere tutti i tentativi e le strategie che molte donne mettono in campo per poter resistere.

Anche per oggi è tutto, ti do appuntamento al prossimo articolo e se ti fa piacere, scrivimi cosa ne pensi.

Se vedum prest,

Jacopo

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