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Mag 29

Violenza domestica: 4 segnali per individuarla

Le mura domestiche sono il contesto in cui le donne in Italia nel 2017 incorrono più facilmente nella violenza. Secondo dati ISTAT pubblicati nel 2015, la violenza sulle donne conta fra le sue vittime circa 6 milioni e 788 mila donne (puoi consultare gratuitamente l’indagine effettuata dall’ISTAT a questo link).

Questo vuol dire che, del campione intervistato, 1 donna su 3 ha ammesso di aver subito almeno un episodio di violenza nella propria vita. E’ importante far presente come una percentuale molto ampia di stupri, il 62,7%, sia stata commessa da partner o ex partner e che le donne divorziate hanno subito una qualche forma di violenza fisica in misura maggiore rispetto a chi non è divorziata (51,4% contro 31,5%). Forse non è un caso che abbiano divorziato.

C’è anche un’altra considerazione da fare: è probabile che qualcuna delle persone che conosci stia subendo violenza domestica. Se non addirittura tu che mi stai leggendo proprio ora.

Che cos’è la violenza? Controllo, schiavitù. Perchè al di la di come si manifesta, il fine è sempre quello di schiacciare l’altra persona, facendola rinunciare ad ogni ispirazione personale e costringendola ad una vita di estrema sofferenza e dolore.

La violenza domestica colpisce la vittima nel luogo di maggior vulnerabilità, la propria abitazione, luogo dove per definizione si possono abbassare le difese e stare tranquilli, ribaltando il concetto di mura: da elemento di protezione diventano artefici di isolamento. La violenza domestica è subdola, perchè si manifesta spesso tramite pratiche e comportamenti “soft”, all’apparenza percepiti perfino come innocui, che tuttavia cominciano il processo di erosione della fiducia in se stessa della donna, gettando le basi per un controllo totale sulla persona.

La violenza domestica:

  • distrugge l’autostima
  • distrugge i sogni personali
  • distrugge l’identità
  • distrugge la libertà

E’ facile che la violenza domestica non si manifesti fin da subito tramite episodi di violenza fisica (come schiaffi, spintoni, calci, bruciature…), ma che a dare via all’assedio siano parole, piccoli gesti, silenzi: la così detta violenza psicologia.

Spesso le persone si chiedono come mai una donna non si ribelli ad un partner violento: quando arrivano le botte l’autostima della persona è stata già distrutta da una lunga pratica di violenza psicologica.

Perchè quindi molte donne finiscono prede di un partner violento e della violenza domestica? Perchè non sanno a quali segnali prestare attenzione.

Ricorda: prima individui i segnali che indicano un partner violento, prima hai la possibilità di uscirne sana e salva.

Oggi comincio a proporti una lista di alcuni segnali su cui riflettere e prestare attenzione. Una raccomandazione prima di cominciare: i singoli segnali si possono applicare anche a contesti non di violenza domestica. E’ importante conoscerli e tenerne conto nella loro pluralità.

  1. Merito suo e colpa tua
    Quando le cose vanno per il verso giusto il merito è tutto del tuo partner. Quando invece le cose vanno male, la colpa è interamente tua, anche quando sei estranea ai fatti ed oggettivamente non puoi avere alcuna responsabilità. Alle volte si sbaglia, altre volte si fa giusto: all’interno della coppia è importante che ci sia sempre equilibrio, una giusta distribuzione delle responsabilità. Quando questo non avviene è un segnale che qualcosa non sta funzionando.
  2. Ti ritiene incapace di fare qualsiasi cosa
    Qualsiasi cosa fai, ricevi solo critiche: per come cucini, per come ti vesti, per le persone che frequenti, per i tuoi genitori, per il tuo lavoro… Per lui non sei assolutamente in grado di fare nulla. Occhi aperti: anche alcune attenzioni che possono essere scambiare per cortesia nei tuoi confronti, possono in realtà essere alimentate dalla sua falsa convinzione che non essendo tu in grado di fare nulla, lui sia costretto a fare le cose al posto tuo. Questa sua convinzione può anche essere alimentata dal pensiero che esista un solo modo di fare le cose nella maniera giusta: il suo. Se ognuno può essere più bravo in alcune cose e meno in altre, all’interno della coppia ci deve essere sempre un’equa distribuzione.
  3. Offese e parolacce
    Stronza, puttana, scema, cogliona, incapace, deficiente, mongoloide… non sono termini del vocabolario dell’amore. Chi ti ama ti rispetta, ti comprende, ti stima, vuole che tu abbia il meglio, mette te davanti a se stesso. Anche nella terminologia che utilizza. Perchè le parole sono il veicolo con cui esprimiamo all’esterno il mondo che abbiamo all’interno.
  4. Confusione, senso di colpa e disperazione
    Uno degli effetti tipici della violenza psicologica è il senso di confusione mentale che la preda avverte: sente che le cose non vanno come dovrebbero, che la vita che sta vivendo non funziona, che c’è qualcosa che non va, eppure non riesce ad individuare con precisione quali siano le cause e quale sia il problema. Perdendo il collegamento con se stessa, si sente in colpa per tutto quello che non va, ritenendosi l’unica causa di tutto ed attribuendo la colpa interamente a se stessa. La persona finisce trascinata giù in un vortice di disperazione, sentendosi incapace di cambiare le cose e finendo ben presto per rimanere isolata.

Per oggi è tutti, fammi sapere cosa ne pensi!

Se vedum prest,

Jacopo

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