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Apr 17

Review: seminario con Lee Morrison a Roma 25-26 marzo 2017

L’emozione mi fa svegliare fresco e riposato: doccia, una buona ed energetica colazione, consegno la tessera in reception ed esco dall’hotel. Mi metto in marcia con largo anticipo rispetto all’orario di ritrovo previsto e so che mi serviranno una decina di minuti per trovare la palestra. Sono passati 10 anni dalla prima volta in cui ho avuto la fortuna di conoscerlo e di allenarmi con lui, da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: ore di allenamenti, di studio, di esperienze, di crescita personale. Ricordo l’emozione da piccolo la mattina di Natale, la voglia di sbirciare l’albero in salotto per vedere se c’erano regali. Questa volta però non sono a casa: sto camminando per la periferia di Roma, in un luogo che non conosco per incontrare uno dei massimi esperti al mondo di Self Protection e Combatives. Una persona che probabilmente più di tutti mi ha influenzato in questo decennio attraverso i suoi studi e le sue applicazioni, che in modo semplice e diretto, hanno saputo dare una strategia di risposta anche alle domande più insidiose.

In un quartiere scarno e periferico trovo facilmente la strada per la palestra del Maestro Dario Callarà, organizzatore del seminario, che porta in Italia per la seconda volta un’autorità anglosassone: due giorni di allenamento intensivo con uno dei migliori. Quante volte ti capita?

Arrivo, salgo le scale e mi presento: mi accoglie il Maestro Callarà con un largo sorriso: è la prima volta che ci incontriamo e la sua gentilezza mi fa sentire subito a casa. Fa gli onori di casa: lì ci sono gli spogliatoi, servizi, puoi lasciare la tua borsa là. Ringrazio e mi avvio.

Entro nella palestra, poso la borsa e mi cambio le scarpe. E poi vedo Babbo Natale.

Lee Morrison e Jamie Miller stanno disponendo su un tavolo il materiale in vista della lezione che dovranno tenere: ad una rapida occhiata scorgo diversi coltelli da allenamento, da quelli di gomma per gli impatti a quelli di metallo non affilati, focus, protezioni varie per le braccia, magliette e dvd. C’è un po’ di tutto insomma.

Lee è caratterizzato dal suo stile: pantaloni corti che lasciano intravvedere i tatuaggi, t shirt, maglioncino grigio di lana con cappuccio e scarponcini che contribuiscono a dargli quell’aria giovanile che lo caratterizza. Mi faccio avanti e mi presento, gli ricordo che ci siamo incontrati a Milano un decennio fa e che ci siamo sentiti per mail di recente. Gli lascio un attimo di tempo per mettere a fuoco e poi mi risponde “yeah! that’s a blast from the past!” Mi sorride e mi da un’abbraccio: “how are you?“. Scambiamo qualche parola e mi ringrazia per essere venuto. Mi presenta anche Jamie, istruttore da lui certificato che lo accompagna nei seminari.

Il seminario comincia alle 10, con una breve presentazione da parte del Maestro Callarà e poi subito la parola a Lee che introduce gli argomenti che tratterà: il primo giorno coltello ed il secondo giorno avversari multipli. All’interno di Urban Combatives, la scuola fondata diversi anni fà da Lee Morrison, coltello e avversari multipli costituiscono due moduli distinti che richiedono un certo tempo per essere appresi: per questo motivo ci avverte che in quest’occasione potrà fare solo una panoramica su questi argomenti, trasmettendoci alcuni principi che reputa più principali conoscere, così che si possa integrarli in allenamento. Apprezzo l’onesta e la trasparenza. Sono entrambi argomenti che ho già trattato in passato, sopratutto ai tempi di Keysi e con DogRob, tuttavia penso che sia importante mantenere una mente aperta ascoltando opinioni diverse, perchè si possono sempre cogliere nuovi spunti di crescita.

Per quanto Lee non provenga da università ed abbia avuto un’esperienza di vita tutt’altro che accademica, ho sempre apprezzato il suo approccio, basato su uno studio approfondito delle materie che tratta, non semplicemente da un punto di vista fisico (hard skills) ma anche teorico (soft skills). Il fatto che abbia studiato NLP, certificandosi come Practitioner e che abbia dedicato risorse e tempo a strutturare nei minimi dettagli la lezione, intervallando la spiegazione di concetti anche molto crudi a momenti di umorismo, mantiene alta l’attenzione e il pubblico composto da più di trenta persone attento e silenzioso. Sono pochi i professionisti di quel livello che sanno valorizzare la conoscenza della propria materia tramite la capacità di esposizione. Chi ascolta viene preso per mano e guidato all’interno del mondo della civilian self protection, attraverso un percorso graduale, che porta alla comprensione per gradi. Nulla viene lasciato al caso ed ogni concetto è concretizzato immediatamente tramite un esercizio pratico che integra il precedente e pone le basi per il successivo.

I combatives non si basano su tecniche ma su principi e per tale motivo saper trasmettere rapidamente questi principi è la vera abilità dell’insegnante. Ed è questo il primo insegnamento che mi porto a casa: al di là dei concetti che sono stati espressi, è valso il prezzo dello stage il solo fare esperienza diretta di come sono stati espressi. L’uso della voce, la selezione dei vocaboli, le pause, le metafore, il ritmo e il cambio di ritmo… Essendo un linguista, è come aver incontrato CHI?

Il secondo insegnamento invece è l’atteggiamento mentale: Lee c’è per davvero. Ogni singolo colpo che tira, anche se più lento per dimostrazione, è vero. Per gli addetti ai lavori, ha la capacità di accedere allo stato emotivo più funzionale e di passare ad un altro quando la situazione lo richiede. E’ sempre sul pezzo, sempre attento, sempre connesso con l’ambiente e con quello che capita. Ed alla fine è proprio questo l’aspetto più importate da coltivare per la propria sicurezza: l’aspetto mentale. E’ il giusto atteggiamento mentale che permette di identificare il pericolo prima di imbattervicisi, è il giusto atteggiamento mentale che permette di controllare lo stress, è il giusto atteggiamento mentale che permette di agire. Lee è l’esempio di una persona che vive in prima persona quello che insegna e insegna quello che vive in prima persona. Really outstanding awareness!

Il seminario si snoda fino a domenica pomeriggio, alternando momenti di spiegazione ad esercizi pratici, a momenti di spazio per domande e delucidazioni. Lee ascolta con attenzione le domande ed è sempre disponibile a fornire ulteriori risposte o delucidazioni. Ci si allena da soli, a coppie ed in gruppo, sempre nel rispetto delle capacità del compagno di allenamento, lasciando l’ego fuori dalla porta e dando il meglio di se stessi.

Rientro a Milano contento, avendo conosciuto nuove persone e con nuovi elementi per migliorare sia la mia pratica che il mio insegnamento.

Lee Morrison

Con Lee Morrison.

Se vedum prest,

Jacopo

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