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Feb 09

Per combattere il femminicidio – parte 2

Ben trovata! Nello scorso articolo avevo iniziato a discutere di quali aspetti individuali occorrano a mio avviso sviluppare per poter contrastare il problema della violenza e del femminicidio e vivere di conseguenza più sereni. Ho iniziato partendo dall’aspetto per me più importante, l’atteggiamento mentale. Qui puoi leggere l’articolo.

Oggi proseguiamo, gettando luce su un aspetto altrettanto importante sul quale purtroppo troppo spesso mi sono imbattuto in idee che si discostano molto dalla realtà.

2: Conoscenza del problema

Per poter affrontare un problema bisogna conoscerlo. Se sei convinta che il pericolo più grande sia essere violentata dall’immigrato per la strada e non sai che invece hai più probabilità di subire stalking dal tuo ex fidanzato, hai una grossa falla nel tuo sistema di sicurezza. Per quanto rimanga un argomento molto scomodo, è importante comprendere innanzitutto che il pericolo maggiore per una donna che vive in Italia nel 2017 rimane quello che può incontrare fra le mura di casa: la violenza domestica è la prima causa di decessi per omicidio per le donne. Tutte quelle notizie che compaiono sui giornali riguardanti episodi avvenuti per la strada costituiscono la punta dell’iceberg – certamente un problema reale, percentualmente più basso e purtroppo politicamente più strumentabile – che è altrettanto necessario conoscere. Ma non costituiscono ancora il vero pericolo.

Conoscere e cogliere i segnali di pericolo che anticipano un incidente è una risorsa che salva letteralmente la vita. Un borseggiatore opera in maniera diversa rispetto ad un ex partner che esercita molestie. Un marito violento che pretende rapporti sessuali ogni volta che vuole senza curarsi dei tuoi desideri, potrebbe condannare sinceramente uno stupratore da strada. Riunire in un unico calderone come se fosse unico, un mondo sfaccettato, multiforme e peculiare, equivale ad appiattirlo, precludendone così la comprensione. Al contrario, fare propri gli aspetti che differenziano come la violenza si manifesta, vuol dire comprendere come la tigre caccia. Vuol dire evitare il suo terreno di caccia o abbandonarlo rapidamente nel caso in cui ti sia resa conto di esserci finita dentro.

Se hai avuto la fortuna di vivere senza subire violenza, c’è il rischio che venendo a contatto con una realtà dura e dolorosa lo shock e la mancanza di competenze ti paralizzi e ti impedisca di reagire (in verità il pericolo c’è comunque anche nell’ipotesi di essere abituata alla violenza ma se l’esperienza è nuova l’effetto è amplificato): la decisione di prepararti ad affrontare il problema ti permette di accogliere nella tua vita questo aspetto terribile per poterlo riconoscere ed allontanarlo per tempo, quando ancora è gestibile, perchè per quanto possa essere scomodo e fastidioso, lo è sicuramente meno del farlo a posteriori.
Hai presente Godzilla? Il mostro nasce piccolo per poi diventare un bestione che arriva a distruggere la città, rendendo difficile fermarlo. La morale? Uccidi il mostro finchè è piccolo.

Ma c’è di più: se non conosci i tuoi diritti, come fai a sapere quando sono lesi? Se non conosci come la legge ti tutela, come proteggerti? Il sistema giuridico italiano è lungi dall’essere perfetto, tuttavia esiste ed è su questo insieme di leggi che le tue azioni e quelle di un’altra persona saranno giudicate. Chi ha la conoscenza sopravvive.

Geoff Thompson, pioniere inglese nel campo della protezione personale, in un suo bellissimo libro scrive che “la conoscenza disperde la paura“. Si ha sempre paura di ciò che si ignora.

Conoscere queste informazioni richiede un minimo di sforzo, perchè per quanto siano accessibili a tutti, difficilmente verranno loro da te: se la pubblicità del 1522, il numero gratuito contro la violenza sulle donne, fosse passata in tv quanto quella del cellulare, della macchina, del gestore telefonico o del casinò online, azzardo che sicuramente qualche donna in meno sarebbe morta.

Devi rompere il muro della disinformazione, della tv spazzatura, del silenzio, che dipinge la donna come indifesa, fragile, vittima. Che riporta solo notizie di violenza in cui è la donna ad aver perso e cancella tutti qui casi in cui è la donna ad esserne uscita vincitrice. Ricorda: siamo nel periodo storico con maggior tutela e possibilità.
A proposito: se esiste una pubblicità progresso, è perchè tutte le altre sono regresso.

Anche per oggi è tutto, ci vediamo settimana prossima con la terza parte.

Se ti fa piacere, scrivimi cosa ne pensi!

Se vedum prest,

Jacopo

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