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Feb 02

Per combattere il femminicidio – parte 1

Recita un vecchio detto: “prima di andare a caccia della tigre, devi sapere tutto della tigre“. L’alternativa, lasciata implicita dalla saggezza popolare (ma che è facilmente deducibile) è che la tigre ti mangia. Per questo motivo, i cacciatori più esperti ed abili acquisiscono informazioni complete a 360°: quando la tigre va a caccia, come caccia, con chi caccia, quali tattiche utilizza, che cosa preferisce mangiare, ma anche quando dorme, quando si riposa, quando si accoppia, quando va al cesso…
E’ maneggiando queste informazioni (e proprio quelle che possono sembrare poco fini) che è possibile per il cacciatore formulare un quadro dettagliato della realtà che va ad affrontare, aumentando così le proprie chance di rimanere in vita. E’ meglio colpire la tigre quando dorme o quando è affamata? E’ più facile colpirla quando si accoppia o quando è a caccia in branco?  Come ripetevano nei corsi di mediazione e negoziazione: “preparàti, preparàti, preparàti”.

Uscendo dalla metafora, per poter contrastare il femminicidio in maniera efficace, è necessario che tu sappia che cosa andrai ad affrontare. Preparati, preparati, preparati. Secondo il mio modello del mondo, affrontare il femminicidio vuol dire compiere una serie di azioni concrete che cominciano con un piccolo passo: la preparazione.

Dando per scontato che sia insito nella definizione di violenza il concetto di prevaricazione e distruzione, per questo motivo ritengo che scandalizzarti non sia più sufficiente: devi agire.

Cominciando da oggi, vediamo assieme gli aspetti individuali che ritengo ognuno abbia la necessità di sviluppare per poter contrastare il problema della violenza e vivere più serenamente.

1: Atteggiamento mentale

Non mi stancherò mai di ripeterlo: coltivare il giusto atteggiamento mentale è l’aspetto più importante di tutti. Ho smesso di tenere conto di tutte le volte in cui mi sono imbattuto in una donna che mi ha espresso un concetto riconducibile a “tanto a me non succederà mai“. Questo è il modo di pensare dello struzzo che nasconde la testa nella terra (e lascia il sedere per aria…). E’ un modo di pensare passivo e poco utile, che lascia troppo spazio alle iniziative degli altri e per quanto sulla breve possa anche garantire una vita spensierata (ma è da dimostrare), sulla lunga (e non puoi sapere quanto sia lunga) rischia di produrre danni molto seri. Al contrario una mentalità proattiva riporta nella tua sfera di controllo potere di iniziativa. Una donna che ragiona proattivamente ha una convinzione di fondo molto simile a questa: “quando mi capiterà, saprò già che cosa fare“.

Abitudine tipica della vittima è mantenere focalizzati i propri pensieri esclusivamente su tutto quello di brutto che potrà capitarle: uno stato ipnotico autogenerato che di conseguenza non solo la limita a vivere in un continua condizione di paura ma che nel momento del bisogno non le permetterà di contare sulle risorse di cui avrebbe bisogno. Invece “quando mi capiterà, saprò già che cosa fare” riporta il focus dei pensieri su di te, prepara le tue capacità, organizza le tue risorse e struttura un piano di azione da attuare in caso di emergenza. “Quando mi capiterà, saprò già che cosa fare” è un mantra positivo che fa’ leva sulle tue risorse migliori.

Sono certo che il numero di volte in cui ha guidato l’automobile superi senza ombra di dubbio il numero di incidenti che hai fatto. Eppure ogni volta che sali in macchina ti allacci la cintura di sicurezza, magari dai la preferenza ad un veicolo con sistemi di sicurezza di ultima generazione e rinnovi la copertura assicurativa ogni anno. Sono azioni che fai – giustamente – nel caso che… Ogni volta che compi azioni di questo genere, sei in modalità proattiva: non aspettare di avere un problema ma organizzati in anticipo per evitarlo sul nascere. Non giocare in difesa, ma sii sempre tu ad avere il controllo della palla ed ad impostare l’azione.

Smettila di ritenerti una vittima. Smettila di ritenerti indifesa. Smettila di ritenerti impotente. Smettila di pensare a quello che ti potrà capitare. Smettila di pensare a tutto quello che lui ti potrà fare.

E comincia a pensare a tutto quello che tu potrai fargli.

Per oggi è tutto, ti do appuntamento a settimana prossima con la seconda parte della lista.
Se ti fa piacere, scrivimi cosa ne pensi!

Se vedum prest,

Jacopo

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